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I denti dei bambini, da latte, decidui o permanenti, possono crescere storti. In molti casi sono in grado di raddrizzarsi da soli, ma più di frequente è necessario l’intervento dello specialista e di un apparecchio ortodontico. Rivolgersi a uno specialista esperto e preparato è fondamentale, i trattamenti ortodontici devono essere pianificati sempre con estrema cura e attenzione per fare in modo di ottenere i risultati voluti, soprattutto quando è un bambino a dover mettere l’apparecchio ai denti: la terapia ortodontica deve essere condotta in maniera molto rigorosa.

Domanda: perché è importante uno screening odontoiatrico nei bambini?

Prof. Taglia: durante l’età di permuta dentale i ragazzi possono presentare diverse patologie, dalle carie dei denti decidui a quelle dei denti permanenti. Intervenire già dagli 8 anni, inoltre, permette di valutare le malocclusioni che sono l’inizio di un futuro odontoiatrico bersagliato da diverse problematiche, che vanno dalla semplice gengivite alla parodontopatia cronica fino alla perdita di elementi dentali. È fondamentale non dimenticarsi, inoltre, che l’igiene orale e la prevenzione dentale vanno sempre di pari passo, per questo motivo è indicata l’educazione dentale fin da piccoli.

Domanda: quali problemi ha riscontrato nei piccoli pazienti durante gli screening di prevenzione odontoiatrica?

Prof. Taglia: in circa 15 anni di esperienza in questo campo, visitando e occupandomi di circa 3500 bambini, ho potuto notare che, senza questo screening odontoiatrico, molti non avrebbero saputo di avere una malocclusione. L’anomalo rapporto delle arcate dentali è un problema subdolo, in quanto non crea dolore nell’immediato, ma può comportare difficoltà importanti che coinvolgono anche testa, collo e schiena. Oltre a essere odontoiatra, mi occupo anche di chirurgia maxillo-facciale, per questo conosco bene il problema e i metodi preventivi per la sua risoluzione: il momento per valutare e correggere le malocclusioni è proprio dagli 8 anni, cioè quando iniziano a comparire i primi denti permanenti. Molti dei miei piccoli pazienti erano dei casi “borderline” che, senza una diagnosi in età pediatrica, sarebbero andati incontro a un sicuro intervento a 18 – 20 anni.

Il Prof. Claudio Taglia

Domanda: quali vantaggi comporta la diagnosi precoce di malocclusione?

Prof. Taglia: quanto prima viene diagnosticata una malocclusione, più alte saranno le possibilità d’intervenire con successo e in modo poco invasivo per ripristinare la funzionalità della bocca. Nei bambini è molto più facile intervenire perché le ossa non sono ancora completamente sviluppate. Attraverso un trattamento di ortodonzia, quindi, si può orientare correttamente la crescita dell’osso mascellare, della mandibola e dei denti. In età adulta, invece, questo tipo d’intervento diventa molto più complicato, con il rischio che il paziente possa andare incontro a problemi di fonazione e masticazione, a scompensi nella postura principale che possono causare mal di schiena, tensioni muscolari e dolori articolari.

Domanda: come si interviene?

Prof. Taglia: il trattamento più adeguato dipende dall’entità della malocclusione. In genere si interviene con l’applicazione di un apparecchio ortodontico di tipo fisso o mobile, che con il tempo modifica i rapporti tra le arcate fino alla completa scomparsa di malocclusione.
Nei pazienti in fase di crescita il trattamento ortodontico non solo può spostare i denti, come avviene ad esempio negli adulti, ma può modificare lo sviluppo delle ossa a suo favore. Effettuare una buona terapia sui bambini, dunque, ha diversi vantaggi:

  • riduce (o addirittura elimina) il bisogno di un successivo trattamento ortodontico
  • crea lo spazio per l’eruzione in arcata di tutti i denti permanenti, in modo da ridurre al minimo l’esigenza di estrazioni o interventi chirurgici per il recupero dei denti in ritenzione/inclusione ossea
  • migliora l’estetica del viso, influendo sulla crescita delle ossa secondo la direzione più appropriata

Domanda: cosa succede, invece, se non viene applicata una corretta terapia ortodontica?

Prof. Taglia: una cattiva terapia ortodontica, nei bambini non solo può provocare stress al piccolo paziente, ma obbliga a svolgere un trattamento ortodontico molto più complesso in età adolescenziale o adulta, che nella maggior parte dei casi implica anche una o più estrazioni dentarie. Se l’estetica del viso dovesse poi essere condizionata dalla posizione delle basi ossee mascellari e mandibolari, potrebbe essere necessario ricorrere alla chirurgia mascellare. È facile comprendere come una terapia di qualità su un paziente in fase di crescita può invece risolvere immediatamente il problema, evitando futuri trattamenti molto più complessi e onerosi.

Domanda: a quanti anni è necessario l’apparecchio ortodontico?

Prof. Taglia: il momento più indicato per mettere l’apparecchio ai denti è tra gli 8 e gli 11 anni, se l’assetto dei denti permanenti non si corregge da solo. Un intervento troppo prematuro porterebbe a intervenire in una fase in cui gli incisivi centrali e laterali dei bambini sono ancora nel pieno della loro eruzione. Il periodo indicato, invece, è relativamente stabile: i molari da latte convivono in modo più o meno tranquillo con gli incisivi permanenti, in seguito tutti i denti vengono sostituiti completando la dentizione permanente. In ogni caso, prima di stabilire come e quando intervenire, è necessario sottoporre il giovane paziente a una visita odontoiatrica, per una valutazione specialistica personalizzata.

Presso il Centro Medico Santa Rosa la prima visita specialistica con il Prof. Claudio Taglia è gratuita.

Per prenotare una visita o per ricevere ulteriori informazioni si può chiamare lo 07611701531 o visitare il sito www.centromedicosantarosa.it

Il Centro Medico Santa Rosa si trova a Viterbo, in Via Friuli 18.
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, il sabato dalle 9.00 alle 13.00.

Direttore sanitario Dott. Cesare Palombi

Determinazione n. 401841 del 24/02/2020 della Regione Lazio